Cosa controlliamo
Nei crediti ceduti bisogna distinguere tra chi è titolare del credito e chi lo gestisce per suo conto. Occorre poi verificare su quali documenti si basa la richiesta di pagamento e come è stato calcolato l'importo.
Il passaggio da banca a SPV e poi, eventualmente, a un servicer non dovrebbe far perdere il filo della posizione. Contratto originario, importo ceduto, pagamenti successivi, eventuali accordi e somma richiesta oggi devono poter essere messi in relazione tra loro.
Documenti che possono servire
- contratto originario e successive modifiche;
- documenti sulla cessione e elementi che permettano di collegarla alla specifica posizione;
- prospetto cronologico o ricostruzione dei movimenti del rapporto;
- pagamenti, incassi, accordi e stralci;
- comunicazioni del servicer o del recupero crediti;
- eventuali segnalazioni in Centrale Rischi.
Quando ci sono più cessioni, ricostruire la posizione diventa ancora più importante
La situazione si complica quando il credito è stato ceduto più volte o quando intervengono soggetti diversi. La SPV può essere titolare del credito, mentre un servicer o una società di recupero gestisce la pratica. In questi casi bisogna verificare anche come sono stati considerati pagamenti e accordi e come si è arrivati alla cifra richiesta oggi.
Non serve contestare tutto: serve capire cosa manca
Una richiesta utile deve essere precisa. Prima si individua il problema da chiarire: chi è il creditore, se e quanto è dovuto e come si arriva all’importo richiesto. In un secondo momento si controllano cronologia, segnalazioni, comunicazioni e accordi già intervenuti. Gli aspetti strettamente giuridici vengono poi sottoposti al professionista incaricato.